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Bambino in spalla e pronti via!

Gite con bambini in spalla: guida per portare i più piccini in montagna

13 minuti di lettura
Da che età si può portare un bambino in montagna? Che tipo di attrezzatura mettere nello zaino e quali vestiti portare? Ma soprattutto, come organizzare la primissima gita? Judith Hackinger, mamma di una piccola escursionista di qualche anno, condivide i suoi consigli con tutti i genitori appassionati di montagna.

La famiglia si allarga e un nuovo piccolo essere vivente ci riempie le giornate e ci capovolge la routine quotidiana. Grandi cambiamenti anche per chi non perdeva un’occasione per andare in montagna: da ora in poi tutte le escursioni vanno programmate secondo le capacità del nuovo membro del nostro team! Abbiamo bisogno subito di uno zaino porta bambino o si possono fare delle gite con la fascia porta bambino? Quanto lunghe possono essere le prime uscite in montagna? E di quale attrezzatura abbiamo bisogno? Per accompagnarvi al meglio in queste prime avventure con tutta la famglia abbiamo risposto qui alle domande più frequenti sul tema bambini piccoli e montagna. 

1. Da che età si possono portare i bambini piccoli in montagna?

In linea di principio non esiste una soglia minima da rispettare imperativamente: da quando il bambino viene portato a fare delle passeggiate un po’ più lunghe vicino casa, si può pensare di portarlo anche in montagna. Non bisogna però concentrarsi solo sul neonato, bisogna pensare anche e soprattutto alla mamma: ha recuperato completamente dal parto? È abbastanza in forma per sostenere sforzi prolungati nel tempo? Una volta controllata la salute di tutti, si può partire per una nuova avventura in montagna!

2. Come portare i bambini piccoli in gita?

Un papà con un bambino nel marsupio
In montagna a tre mesi? Certo che si può! Con un buon marsupio o una buona fascia porta bambini la stagione del trekking può cominciare anche per voi! | Foto: Franziska von Treuberg

Per avere una risposta adeguata abbiamo chiesto ad un pediatra, il Dott Micha Bahr, quale attrezzatura consiglierebbe per trasportare un neonato o un bebè durante una gita. La risposta? Gli zaini porta bambino della Deuter: questo marchio sembra infatti prestare particolare attenzione nello sviluppo di questo tipo di zaini. Ciononostante, sottolinea il Dott. Bahr, se il bambino è ancora un neonato è meglio usare una fascia porta bambino, che protegge e sostiene maggiormente la zona collo-testa. Un’alternativa più traspirante alla fascia è il marsupio porta bambino – ma per quest’ultimi bisogna verificare bene il modello perché non tutti sono pensati per un uso prolungato e quindi non sono raccomandabili per le gite.

  • Consiglio: prima di acquistare un marsupio porta bambino, è importante informarsi sugli standard attuali e sui vantaggi e svantaggi dei singoli modelli. Le parole chiave da cercare sono “posizione accovacciata”, “dorso rotondo” e “larghezza della barra regolabile”. Prima di lanciarsi in un acquisto, vi consigliamo inoltre di dare un’occhiata sui vari forum o gruppi Facebook di genitori per leggere dei pareri sulle ultime novità. In generale vi converrebbe provare anche marsupi porta bambino di diversi produttori per trovare quello che più si adatta a voi.

Zaino, marsupio o fascia?

Se sia meglio uno zaino o un marsupio porta bambini è una valutazione da fare secondo le proprie preferenze: entrambi sono validi per diversi motivi. Al punto 3 trovate maggiori informazioni sul quando passare da una fascia/marsupio ad uno zaino porta bambino. Se invece non ve la sentite di portare il bambino tutto il tempo in spalla, potete anche organizzare una passeggiata con il passeggino – su internet o nei vari uffici turistici troverete sicuramente informazioni di sentieri adatti a questo tipo di passeggiate.

  • Importante: il presupposto fondamentale per usare uno zaino porta bambini da montagna – indipendentemente dalla lunghezza e dalla durata della gita – è una postura corretta del bambino e una protezione efficace della testa e del collo.
Un papà con sua figlia in spalla in montagna
Il marsupio porta bambini può essere utile anche quando non sono più neonati: si mette facilemente nello zaino e salva dalle “emergenze” stanchezza. | Foto: Famiglia Hackinger

3. Da che età si può usare lo zaino porta bambini?

Un papa ha un bambino nello zaino porta bambini sulla schiena
Gli zaini porta bambini sono progettati appositamente per l’uso all’aperto. Offrono all’utilizzatore una distribuzione ottimale del carico sul retro e una buona ventilazione. Il piccolo ha più libertà di movimento e una migliore visione di quello che lo circonda. | Foto: Arnold Zimprich

“Il bambino dovrebbe potersi sedere liberamente e avere un buon controllo della testa. Di solito ciò avviene intorno all’ottavo mese di vita”, ci spiega il Dott. Micha Bahr nella nostra “intervista”, aggiunge anche che a causa dei diversi ritmi di sviluppo e crescita, “è meglio non basarsi su un dato fisso ma determinare il momento adatto nel caso individuale. Non tutti i bebè di otto mesi possono già sopportare una gita di diverse ore nello zaino, inoltre, alcuni bambini anche dopo aver compiuto un anno apprezzano la vicinanza e il contatto con il genitore offerti da una fascia o un marsupio. Un po’ come per la maggior parte dei cambiamenti: ognuno ha il suo ritmo – anche per essere portato nello zaino.

  • Buono a sapersi: gli sballottamenti dello zaino (anche se lievi) dovuti al ritmo di camminata del genitore possono rendere la gita faticosa anche per il bambino. Per questo motivo, prima di provare una gita, il bambino dovrebbe riuscire a sedersi ed aggiustare la propria postura nello zaino da solo. Ricordate: in nessun caso è sbagliato o negativo decidere di utilizzare una fascia o un marsupio per le prime gite.

4. Quando usare uno zaino porta bambino?

Gli zaini porta bambino sono talvolta visti come un’alternativa o una concorrenza alla fascia o al marsupio porta bambini. Sebbene possano essere utilizzati alternativamente per alcune occasioni, lo zaino è progettato come attrezzatura da montagna e non è destinato all’uso quotidiano più di quanto non lo siano degli scarponi da montagna.

Lo zaino porta bambini è pensato per camminare su sentieri, su strade non battute, in salita o discesa – insomma per tutti quei posti dove un normale passeggino non riuscirebbe ad avanzare.

Per aiutarvi a capire se uno zaino porta bambino faccia al caso vostro o no, dovete considerare:

  • Durata, difficoltà ed esigenze particolari dell’escursione. Uno zaino porta bambini vi può dare una distribuzione bilanciata del peso ed una buona ventilazione nella schiena per un carico di +10 kg. Se di solito siete abituati a camminare con un carico saldo sulla schiena allora lo zaino potrebbe essere una buona opzione.
  • La capacità e l’autonomia di camminata del bambino. Se per riesce a camminare per la maggior parte del percorso si può pensare di portarlo per dei tratti a cavalcioni sulle spalle della mamma o del papà. Ma attenzione, nonostante questa soluzione sia sicuramente la preferita dei piccoli (i quali hanno così più libertà di movimento, una vista migliore e l’opzione di salire e scendere quando vogliono) non è l’ideale come metodo stabile. I sentieri sono spesso scoscesi il che non può assicurare la stabilità del bambino. Inoltre la persona che lo trasporta non riceve il peso uniformemente sulle due spalle – il che aumenta la fatica.
  • La quantità di cose da portare e quante persone sono presenti. Se si fa una gita da soli con il bambino, lo zaino porta bambini offre poco spazio per trasportare vestiti di ricambio, cibo, e il resto dell’attrezzatura per il piccolo. In questo caso è meglio scegliere una fascia o un marsupio porta bambini, che essendo sul davanti permettono di portare anche uno zainetto sulle spalle.

5. Come vestire i bambini piccoli per portarli in montagna?

Un bambino piccolo con molta crema solare in faccia
Nelle escursioni come nelle uscite al parco: non dimenticate di mettere la crema solare e di bere! | Foto: Famiglia von Treuberg

Il cotone non è l’ideale nelle attività che fanno sudare: ha un alto grado di assorbimento dell’umidità ma impiega molto tempo ad asciugarsi. Solitamente nelle escursioni si indossano magliette e felpe tecniche in fibre sintetiche o in lana. Questo vale anche per i bambini piccoli? Devono indossare un abbigliamento tecnico nelle loro prime escursioni?

Baselayer o primo strato

Nel mercato dell’outdoor difficilmente si trova abbigliamento tecnico per bambini di qualche anno – Bergans, Odlo e Vaude sono un esempio tra i marchi con le gamme più complete. Ciononostante le taglie raramente scendono al di sotto dei 12 mesi (o taglia EU 80), il che non risolve il problema per i più piccoli.
Un ottimo compromesso si può trovare nella lana merino: ampiamente usata nell’abbigliamento ecologico da tutti i giorni, la lana merino (spesso combinata con seta o altro) offre un’ottima gestione della temperatura corporea. Questa caratteristica è particolarmente per importante se si decide di trasportare il bambino in un marsupio o in una fascia: anche se sta passivamente seduto sarà bagnato dal sudore e dal calore emanato dalla persona che lo trasporta.

Inoltre, anche quando passerete all’uso di uno zaino o alle prime gite “autonome” vi consigliamo di mettergli un body o una maglietta in lana merino o in un misto di lana e seta: vi assicurerete una temperatura corporea corretta in ogni momento.

Strato più esterno

I bambini hanno bisogno anche di una giacca calda, ad esempio un pile, e possibilmente di copri pantaloni più caldi per quando ci si ferma in vetta. In caso di tempo incerto meglio portare un ricambio intero di abbigliamento impermeabile o antipioggia, mentre accessori per la protezione solare, come un cappellino o una fascia, devono essere sempre presenti in ogni gita.

Una bambina gattona in montagna
I bambini sono escursionisti fin dalla nascita: non c’è bisogno di saper camminare per esplorare e dei pantaloni di velluto possono far fronte ad ogni avventura | Foto: famiglia Hackinger

Tre consigli sull’abbigliamento per i bambini piccoli:

  • Se preferite un abbigliamento in cotone, è meglio controllare lo stato della maglietta ad ogni sosta e cambiarla non appena si bagna (quindi non dimenticate il cambio!).
    Perché è così importante? Quando il cotone si asciuga sul corpo, il bambino si raffredda – questo combinato con l’arietta del trasporto può causargli un raffreddore.
  • Nello zaino c’è meno probabilità che il bambino sudi. Ma qui dobbiamo porci la domanda opposta: non essendo a contatto con il corpo della mamma o del papà, avrà abbastanza caldo? Questo vale soprattutto per le gite in alta montagna, nelle giornate con tempo incerto o durante la stagione fredda!
  • Gli scaldamuscoli di lana sono un ottimo supporto quando le temperature sono più fresche. Possono essere indossati senza dover togliere il bambino dal marsupio/fascia o zaino che sia e si assicurano che lo spazio tra la scarpa e l’orlo dei pantaloni sia sempre ben coperto.

6. Quali scarpe da bambino scegliere per le prime gite?

Un bambino in montagna vicino ad una staccionata
Non sono necessarie scarpe speciali per i primi passi in montagna. Se il tempo non minaccia pioggia, le scarpine da ginnastica sono sempre un buon compromesso. | Foto: Famiglia Hackinger

La scelta delle scarpe dipende dalla mobilità del bambino. Se gattonano ancora non c’è bisogno di prendere delle scarpe robuste anche se si va in montagna. Calze di lana o scalda muscoli, magari con delle pantofoline antiscivolo, sono sufficienti per le piccole escursioni sui prati alpini nelle pause o intorno ai rifugi. Se invece il tempo minaccia pioggia meglio fargli indossare delle calze o scarpine idrorepellenti con suole morbide.

Per le prime gite “fuori dallo zaino”, le scarpe che usano in città sono di solito più che sufficienti – il passaggio da scarpine a scarponcini da montagna avviene quando i bambini cominciano a camminare per tutta la gita, quando i percorsi si allungano e i sentieri si fanno più ripidi.

  • Suggerimento: se un bambino viene ancora portato nello zaino per alcune parti della gita (ad esempio per un pisolino), vi consigliamo di portare un secondo paio di scarpe più leggere o un paio di calze spesse in modo da fare il cambio. Dopotutto, anche la maggior parte degli adulti si toglie anche gli scarponi da trekking quando si riposa!

7. Quanto deve durare una gita con bambini piccoli?

La nostra esperienza ci insegna: più piccolo è il bambino, maggiore è il tempo in cui dorme rilassato nel trasportino. Dai 20 mesi in poi nostra figlia preferiva muoversi e camminare piuttosto che stare seduta nello zaino. In poco tempo 150 metri di dislivello sono diventati per noi un’escursione di mezza giornata.

  • Consiglio: la cosa migliore è testare la resistenza del vostro bambino prima della prima dell’escursione. Fate passeggiate in città o giocate ad esplorare il parco, avrete così un’idea di quanto il vostro piccolo possa camminare. Conoscendo il ritmo di camminata e i tempi di pausa o dei sonnellini potrete organizzare al meglio la vostra gita.

Anche per le escursioni vale la regola: “è solo una fase”. Se oggi il bambino dorme tre ore nel trasportino, non significa che lo farà automaticamente anche dopo qualche mese. Se oggi rifiuta il trasportino e ha voglia di camminare, la prossima volta potrebbe invece voler essere portato nello zaino a tutti i costi.

  • Consiglio: per la prima escursione con il vostro bambino è meglio trovare qualcosa di facile. Una breve gita di massimo tre ore è più che sufficiente!

8. Come si organizza una gita con un bambino piccolo?

Tempo di percorrenza standard: 1,5 ore. Vero? Forse. Perché – e non lo ripeteremo mai abbastanza – ogni bambino e ogni famiglia sono diversi. Non è possibile trovare un tempo di percorrenza universale e valido per tutti per le escursioni. Se il bambino dorme, è più probabile che non ci siano ritardi. Se, invece, preso dall’entusiasmo vuole provare a fare da solo una parte del percorso, la gita di mezza giornata si può facilmente trasformare in una spedizione da una giornata intera.

Quando si fa un’escursione con un bambino, è importante prevedere pause a sufficienza. Non importa se per scalciare, strisciare o correre, la maggior parte dei bambini ha voglia di muoversi e non di restare fermo nel trasportino – il desiderio muoversi è segno di curiosità e di scoperta che aumenterà sempre più con l’avanzare dell’età.

  • Suggerimento: anche se la gita è solo una passeggiata più lunga, siate sempre pronti! Un cambio intero di vestiti – cosi come spuntini e acqua a sufficienza – sono un “must” negli zaini per tutti i tipi di escursioni.

9. Come faccio se il mio bambino non ha più voglia?

La parola chiave è flessibilità: in ogni escursione con un bambino vale la pena di rimanere rilassati, flessibili e di accettare “con buon viso” le sfide che si presentano. Pensavate di raggiungere la vetta ma vostro figlio non sembra dell’idea? Non stressatevi ma restate positivi: cambiate lo scopo della gita! Contare le lumache il percorso o cercare i sassolini o i fiori più strani nel sentiero diventano così le nuove sfide. Anche 500 metri di lunghezza totale possono essere un’esperienza all’aperto piacevole, condivisa e senza stress. E la prossima volta (forse) andrà meglio.

Idee per bambini stanchi:

  • Mamma e figlia
    Anche se non si raggiunge la vetta o il rifugio non è la fine del mondo: godetevi la gita all’aperto!| Foto: Fam. Hackinger

    Sulle spalle: da quando sanno stare seduti da soli, i bambini possono essere portati sulle spalle. La magnifica vista panoramica ha spesso convinto nostra figlia a finire delle escursioni.
    Attenzione: sono richiesti sentieri non scoscesi e passo sicuro.

  • Cantiamo! “un elefante si dondolava …”, “alla fiera dell’est ….” insomma lo zecchino d’oro offre un repertorio immenso … 😉
  • Fermiamoci ancora 5 minuti: Avete già fatto cinque pause? Non c’è motivo di non farne una sesta! Non dimenticate che anche essere trasportati è faticoso, vi rende stanchi e affamati.
  • Sgranchiamo le gambe: se il terreno lo permette, anche neo-camminatori possono fare qualche passo da soli.
  • Giochiamo con l’acqua: nel caso di nostra figlia, giocare sull’acqua le risollevava lo spirito. Se si trova un’opportunità sicura e le temperature sono adatte, un abbeveratoio, un ruscello o uno stagno possono salvare la gita.

Altri consigli per la prima escursione con il bambino

  • Scegliete un percorso escursionistico breve e familiare con la possibilità di fermarvi per una pausa.
  • Informatevi sulla possibilità di cambiare il pannolino nel rifugio.
  • Se possibile: prediligete le escursioni nei giorni feriali! Nei fine settimana di sole alcuni rifugi sono affollati e molto rumorosi. Questo può essere un fattore di stress, soprattutto per i bambini piccoli.
  • Pianificate il tempo necessario per fare pause sufficienti.
  • Prestate attenzione al benessere del bambino (accertatevi che non ci siano sfregature strane nel trasportino o nella fascia porta bambino, asciugate i vestiti, cambiate il pannolino, ecc.).
  • Siate preparati a tutte le evenienze (fame, umidità, freddo, stanchezza …)
  • Siate rilassati e rimanete flessibili!
  • Godetevi questi momenti con i vostri bambini 😉

Avete altri suggerimenti o domande sulle escursioni con bambini piccoli? Condividete le vostre esperienze con noi lasciando commento qui sotto!

Una buona attrezzatura rende le escursioni più divertenti. Nello shop di Bergzeit troverete tutto ciò di cui avete bisogno per godervi le escursioni con i vostri piccoli.

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Riccardo Beretti
Riccardo Beretti
1 anno fa

Ho iniziato a fare più escursioni con una famiglia la prima estate di covid l’anno scorso. Abbiamo un bambino piccolo e non può fare le… Leggi il resto »


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