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Nella pelle... delle pecore!

Lana merino: i vantaggi e le caratteristiche di questa fibra

11 minuti di lettura
Non rilascia cattivi odori, è morbida sulla pelle, riscalda quando fa freddo e tiene freschi quando fa caldo. Queste sono le caratteristiche comunemente note della lana merino. Ma pochi sanno di più su questa fibra. Perché ha tutti questi vantaggi? E da dove proviene esattamente? In questo articolo trovi molte curiosità su questo particolare tipo di lana.

Cos’è la lana merino?

La lana merino è una forma particolarmente pregiata della lana (vergine). Nasce dalle pecore merino e si contraddistingue per la sua particolare finezza e morbidezza.

La lana in generale è un prodotto naturale che deriva dalle pecore. In questo contesto, il termine “pura lana vergine” intende che il materiale è composto al 100% da lana nuova (non riciclata) proveniente da animali vivi. Come tutte le fibre animali, la fibra della lana è costituita da cheratina, cioè da proteine fibrose che costituiscono anche i nostri peli umani e le unghie.

Com’è al tocco?

La lana merino è piuttosto fine e morbida. A differenza delle lane vergini comuni non è ispida e può essere comodamente portata a diretto contatto con la pelle, come nei capi di intimo tecnico. Ciononostante, un capo al 100% in lana merino può lasciare segni di irritazione sulle pelli più sensibili: in questo caso è consigliato scegliere capi composti da un misto di materiali, come ad esempio una combinazione tra merino e seta.

A seconda della qualità della lana merino, ci possono essere differenze nella finezza del capo finale. Una lana merino di alta qualità presenta un aspetto diverso rispetto ad una di qualità inferiore. In generale si può dire che più il capo finale è costoso, migliore sono le qualità delle fibre usate.

Quali sono le sue caratteristiche?

Due manni spingono la spessa lana sulla schiena di una pecora merino
La lana ha sulle pecore lo stesso effetto che l’abbigliamento merino ha sugli umani: il manto delle pecore merino è costituito da peli molto fini, morbidi e arricciati che risultano essere traspiranti in estate e termici in inverno. Rispettano alla perfezione il principio dell’abbigliamento a cipolla! | Foto: Devold of Norway

Le proprietà naturali e funzionali di questa lana sono semplicemente determinate dalla struttura delle sue fibre: fini, morbide, arricciate ed elastiche.

Le caratteristiche e i vantaggi principali della lana merino:

  • non irrita la pelle;
  • isola bene sia dal freddo che dal caldo;
  • trasporta l’umidità;
  • può assorbire fino ad un terzo del suo peso specifico in umidità senza dare una sensazione di bagnato;
  • mantiene freschi attraverso un’azione traspirante nelle temperature più calde;
  • mantiene al caldo anche quando è bagnata (genera calore quando assorbe l’umidità);
  • non emana cattivi odori (anche dopo un’attività intensa) e per questo va lavata più raramente;
  • non si sforma o e non si sgualcisce;
  • è ignifuga (a differenza di altre fibre come quelle sintetiche);
  • ha un fattore naturale di protezione solare fino a 50 (a seconda della densità e della trama);
  • non ha carica elettrostatica (a differenza dei materiali sintetici);
  • è biodegradabile (come tutta la lana in generale).

Il manto delle pecore merino è costituito da peli leggeri, sottili e traspiranti che rendono sopportabile il caldo estivo. Per resistere al freddo in inverno, invece, il manto si rinnova con uno strato di peli lunghi e caldi. In generale la pelle delle pecore si compone di uno specifico tipo di peli particolarmente fini e fortemente arricciati, che servono a regolare la loro temperatura in ogni occasione.

Un pastore con il suo gregge e sullo sfondo una montagna innevata
La lana di pecora merino si caratterizza per la sua particolare finezza e morbidezza. | Foto: Icebreaker

Ciò che funziona per le pecore, può funzionare anche per noi: i produttori di abbigliamento per l’outdoor hanno trasferito il principio degli strati a cipolla nella loro offerta di abbigliamento tecnico in merino. Come strato più interno si porta un baselayer traspirante, sottile e leggero (di solito intorno ai 150 gr di spessore), mentre come secondo strato si porta qualcosa di più caldo e termico (con uno spessore dai 200 gr in poi).

Perché non irrita la pelle?

Due bambini corrono in montagna indossando abbigliamento in merino
Vestiti ispidi sulla pelle non sono affatto il loro stile: molti produttori offrono un’ampia gamma di prodotti in lana merino per bambini, come ad esempio Icebreaker .| Foto: Icebreaker
La fibra merino ha uno spessore medio di soli 16,5-24 micron (= micrometri, cioè un millesimo di millimetro), mentre solitamente la lana di pecora “normale” presenta uno spessore fino a due volte maggiore. Per avere un riferimento: i capelli umani hanno un diametro di circa 30 micron. Quando delle fibre piuttosto grandi entrano in contatto con la pelle, queste non si piegano, irritando cosi i follicoli piliferi. Le fibre merino invece, essendo molto più fini, non vengono percepite come sgradevoli al contatto con la pelle.  Questo perché la soglia di sensibilità umana è di circa 25 micron (soglia superiore alle fibre merino). Ecco quindi spiegato il perché la lana convenzionale irrita, mentre la lana merino è piacevolmente morbida sulla pelle.

Perché tiene cosi caldo?

I tessuti in lana, tra cui quelli in merino, sono noti per le loro buone proprietà termiche. Le fibre merino sono particolarmente arricciate e hanno una struttura ondulata, tale da permettere fino a quaranta ondulazioni per centimetro. Questo fa si che le fibre siano allentate l’una dall’altra e creino una camera d’aria che intrappola e trattiene il calore corporeo. L’arricciatura riduce inoltre i punti di contatto tra la lana e la pelle, minimizzando la dissipazione di calore. L’aria essendo un cattivo conduttore di calore (al contrario del tessuto), una volta intrappolata tra le fibre, riduce lo scambio termico tra pelle e materiale, immagazzina il calore corporeo e offre un effetto isolante rispetto l’esterno – sia contro il freddo invernale che contro il caldo estivo.

L’abbigliamento in merino è ideale anche in estate?

Tre persone su un sentiero con degli zaini da trekking e dell'abbigliamento in lana merino
L’intimo funzionale in lana merino di Bergans è particolarmente adatto ad attività in cui fasi di movimento (dove si traspira molto) si alternano a fasi di riposo. | Foto: Bergans of Noway

L’abbigliamento in lana merino mantiene freschi anche con temperature elevate. Questo lo rende – preferibilmente nei capi meno spessi, ovvero i 150 grammi – adatto anche per l’uso in estate, ad esempio per l’escursionismo.

Il motivo? La lana regola l’equilibrio dell’umidità e quindi la temperatura corporea. Le fibre sono igroscopiche, il che significa che possono legare l’umidità (sotto forma di vapore acqueo). Queste conducono così l’umidità corporea lontano dalla pelle, assorbendola e rilasciandola all’esterno. L’umidità viene temporaneamente immagazzinata all’interno delle fibre o tra di esse, lasciando però sempre la loro superficie asciutta. La lana può quindi assorbire grandi quantità di umidità (fino ad un terzo del proprio peso specifico) senza dare una sensazione di bagnato.

Successivamente, l’aria calda circostante fa sì che il materiale si asciughi velocemente. Questo si traduce in un’evaporazione rinfrescante, che rende molto confortevole indossare abiti merino anche d’estate. Inoltre, le camere d’aria che si creano tra le fibre (come abbiamo visto qui sopra) hanno anche un effetto isolante contro il calore proveniente dall’esterno.

Esistono diversi spessori per l’abbigliamento in merino, che lo rendono adatto ad ogni sport e ad ogni stagione. Nello shop di Bergzeit puoi trovare un’ampia selezione di abbigliamento tecnico in lana merino:

Come fa la lana a tenere caldo anche quando è bagnata?

La capacità di assorbire fino ad un terzo del proprio peso specifico in umidità senza dare una sensazione di bagnato è una caratteristica importante anche per le basse temperature. Mentre il vapore acqueo viene assorbito all’interno della fibra, la superficie della fibra respinge l’acqua (come delle goccioline di pioggia). Il materiale rimane quindi asciutto – requisito molto importante per mantenere la sensazione di calore corporeo.

Due escursionisti camminano in montagna con il maltempo, ma vestiti con abiti caldi..
Un breve temporale non impatta l’efficacia delle giacche in lana merino, le quali possono assorbire molta umidità all’interno delle loro fibre e perfino arrivare a generare calore. | Foto: Icebreaker

Inoltre, le fibre merino generano calore quando assorbono l’umidità. Questo fenomeno si spiega con un processo esotermico: i gruppi molecolari polari delle fibre si scontrano con le molecole d’acqua, liberando energia. Un processo che continua fino alla saturazione delle fibre e che può portare l’aumento della temperatura fino a dieci gradi in più – dato che varia a seconda della qualità delle fibre, della loro capacità e del tasso di assorbimento.

Fin a quando c’è umidità da assorbire, la lana si riscalda quindi attivamente. Per sfruttare al massimo il potenziale di calore, è opportuno assicurarsi che il capo in lana merino sia completamente asciutto prima di indossarlo. Tuttavia, non è possibile sapere con esattezza quanto sia effettivamente asciutto, perché il tessuto in lana non è necessariamente umido anche all’esterno.

Consiglio: come sfruttare le proprietà riscaldanti della lana merino in una escursione

In un’intervista per Bergzeit Devold, produttore di abbigliamento in merino, ci ha svelato alcuni trucchi pratici per sfruttare al meglio le proprietà di questo tipo di materiale:

  • Prima di partire per la tua escursione, metti la maglia in merino in forno per qualche ora, impostando la temperatura più bassa. Attenzione: non mettere mai temperature alte perché il calore danneggia le fibre.
    In questo modo sarai certo che la tua maglia è completamente asciutta prima di partire in montagna.
  • Se sei in vetta e all’improvviso fa freddo e comincia a piovere, ti conviene aspettare un attimo prima di indossare la giacca antipioggia: il materiale merino diventerà così leggermente umido e inizierà il processo di riscaldamento.
  • Per le escursioni che durano diversi giorni, ti conviene prevedere un cambio di vestiti in merino, riposti completamente asciutti in un sacche stagne – in questo modo sarai sicuro che non abbiano assorbito dell’umidità prima di indossarli.
  • Ti potrebbe interessare: Lista attrezzatura per escursioni in rifugi

Perché non emana cattivi odori?

La lana è caratterizzata da una superficie “squamosa”, che possiamo immaginare come un tetto a tegole. Anche se suona contraddittorio, i batteri hanno più difficoltà a sopravvivere su superfici “squamose” piuttosto che su superfici lisce, come quelle delle fibre sintetiche ad esempio. Meno batteri significa quindi meno odori.

Inoltre, le fibre merino assorbono l’umidità corporea sotto forma di vapore acqueo, prima che questo si condensi in sudore sulla superficie della pelle. Si ha quindi una minore quantità di sudore, che di solito è responsabile per gli odori sgradevoli.

Un’altra caratteristica importante è la naturale funzione autopulente della fibra di lana. La cheratina, cioè la proteina delle fibre della lana, scompone i batteri che causano odori sulla pelle. Il nucleo della fibra di lana è costituito da due tipi di cellule che possono assorbire diverse quantità di umidità e quindi gonfiarsi con ritmi diversi. Il processo di attrito che ne deriva provoca un effetto di autopulizia meccanica.

Per questo motivo, gli indumenti di lana – siano essi di lana “normale” o merino – non hanno bisogno di essere lavati così spesso e possono essere indossati a lungo.

Un uomo appende i vestiti di lana merino su uno filo stendibiancheria vicino alla tenda per fargli prendere aria..
Spesso è sufficiente mettere i vestiti in lana merino a prendere un po’ d’aria piuttosto che lavarli. | Foto: Rompighiaccio

Come si lava o come si pulisce?

L’abbigliamento in merino, cosi come quello in lana “normale”, non ha bisogno di essere lavato spesso. In generale basta semplicemente arieggiare l’indumento – preferibilmente all’aperto, con un tempo umido. Entrerà poi in azione l’effetto autopulente della fibra che abbiamo visto nel paragrafo precedente.

Abbigliamento tecnico: tessuti con un mix di lana merino & fibre sintetiche

La lana merino ha molte applicazioni: viene utilizzata sia nell’intimo tecnico (ad esempio nell’intimo da sci), ma anche nei mid-layer come le giacche in pile e i maglioni e persino nello strato più esterno come nell‘Ortovox Guardian Shell – un completo giacca e pantaloni hardshell con rivestimento in lana merino al loro interno.

La fibra merino è spesso combinata dai produttori con altri materiali, in parte sintetici, per creare prodotti innovativi. Questo aumenta la funzionalità del materiale unendo i vantaggi delle fibre sintetiche a quelli della lana merino.

Ad esempio un misto di materiali con fibre sintetiche può rendere il tessuto in merino ancora più delicato sul corpo – ideale per coloro che hanno pelli particolarmente sensibili. Combinata con elastan, poliestere o lycra, invece, la lana merino può acquisire una maggiore resistenza. E ancora, con altre combinazioni il tessuto finale può asciugare più velocemente o gestire meglio il trasporto dell’umidità.

Al di là delle fibre sintetiche, alcuni produttori creano delle combinazioni tra lana e altre fibre naturali, come la seta o la viscosa, per migliorare la vestibilità, la stabilità e il comfort del tessuto finale.

Da dove proviene la lana merino?

Un allevatore di fronte al suo gregge di pecore merino in una vasta distesa in Tasmania
Con un prodotto naturale come la lana, anche l’origine è importante. Ortovox, ad esempio, ha sviluppato un proprio standard con Wool Promise, che considera il benessere degli animali e il contatto diretto con gli allevatori della Tasmania. | Foto: Ortovox/Alastair Bett

Le pecore merino si trovano in molti luoghi del mondo: la maggior parte sono in Australia e in Nuova Zelanda, ma ci sono anche allevamenti in America del sud e Sud Africa. Le pecore possono essere tosate fino a due volte all’anno.

Parlando dell’origine della lana, si scopre subito uno dei grandi problemi negli allevamenti di questi animali: l’industria laniera australiana, in particolare, è accusata di sottoporre le pecore a un trattamento doloroso per prevenire l’infestazione da parassiti – il cosiddetto mulesing.

I marchi che si impegnano ad essere “animal cruelty free” prestano una particolare attenzione al benessere degli animali e alla qualità della lana. Per opporsi efficacemente a questa pratica di maltrattamento, i produttori svolgono rigidi controlli sulla provenienza della lana e selezionano esclusivamente fornitori certificati, che non praticano il mulesing. Per sostenere questa causa la maggior parte dei produttori di abbigliamento in lana merino mette a disposizione sui propri siti web, informazioni sull’origine dei loro materiali.

Anche il prezzo può aiutare a trarre conclusioni sul processo di produzione. In linea di principio, si raccomanda sempre di acquistare da produttori di marca che si impegnano a sostenere una produzione etica e cruelty free e che mantengono uno stretto contatto con gli agricoltori.

Conclusione dell’articolo

La lana è una materia prima naturale e rinnovabile al 100% con molti vantaggi.
Per le sue caratteristiche, come finezza e morbidezza, e per le sue proprietà funzionali la lana merino è molto apprezzata e trovi innumerevoli impieghi nell’abbigliamento da outdoor – sia nell’intimo tecnico che nei mid-layers.

Si tratta quindi un materiale interessante che presenta però controversie nella produzione. Per tale motivo è molto importante prestare attenzione alla sua origine.
Un metodo semplice e piuttosto efficace è tenere d’occhio il prezzo: la qualità e le condizioni di produzione si riflettono anche nel prezzo finale.
Meglio diffidare dai prodotti a basso costo e affidarsi ad un produttore di marca che si impegna eticamente e mantiene rapporti stretti con gli allevatori. Se devi risparmiare, cerca di non farlo sull’abbigliamento in merino.

Puoi scoprire la vasta offerta di abbigliamento in lana merino nello shop di Bergzeit:

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