• Seit 1999 online
  • Powered by 350 Bergsportler
  • Am Puls der Berge
Bivaccare o non bivaccare?

Campeggio libero in Italia: si può fare?

12 minuti di lettura
Piantare la tenda in un posto isolato con vista sul mare, passare una notte in spiggia o bivaccare in montagna: cosa è legale in Italia e dove è si può praticare campeggio o meglio bivacco libero senza rischiare una multa? In questo articolo troverai le norme più importanti per poter dormire notti tranquille nella natura italiana.

Bivaccare o non bivaccare, questo è il problema !
Ma soprattutto, il campeggio libero in Italia è concesso o no? Dove possiamo piantare la tenda senza rischiare di farci mandare via in piena notte o peggio di prendere una multa? A cosa fare attenzione? Tante domande e purtroppo poche risposte e spesso confuse. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare un po’ di luce su questo arcano.

Campeggio o Bivacco?

Cominciamo con il fare chiarezza sui termini:

  • Campeggio libero: quando si parla di campeggio si intende un’area attrezzata il cui scopo è ospitare tende, camper o roulottes per soste di più notti. Aggiungendo l’aggettivo libero si indica quindi una sosta di più notti in un’area non originariamente attrezzata a tale scopo.
  • Bivacco: indica una sosta all’aperto, di breve durata e per lo più notturna durante un viaggio o una lunga marcia (def. Treccani).
    Nell’alpinismo, il bivacco indica le soste notturne nel corso di ascensioni che si prolungano per più di una giornata – la Treccani aggiunge poi – possibilmente al riparo dalla caduta di pietre, dall’acqua e dal vento. Da notare che il bivacco in montagna si può effettuare in una tenda, in una grotta naturale, sul fondo di un piccolo crepaccio o in parete con l’aiuto di una cengia.

Quando facciamo una sosta notturna con la tenda montata dal tramonto all’alba, dovremmo quindi teoricamente parlare di bivacco libero. Il che ci può aiutare ad evitare delle multe dalla forestale in quanto il “campeggio libero”, quindi piantare la tenda fissa per più di 24 o 48 ore, è quasi sempre vietato. Nonostante ciò campeggio libero rimane il termine generico più usato mentre bivacco è spesso associato alla montagna.

Norme e leggi in Italia

Purtroppo, non c’è una legge univoca in tutta la penisola che stabilisca se sia possibile praticare il campeggio libero, e che ne specifichi il dove e il come. La gestione del settore turistico, che comprende quindi i pernottamenti temporanei, è stata trasferita alle Regioni (D. Lgs. 31/3/1998 n. 112) il che ci lascia con 20 situazioni diverse.
In linea generale il campeggio libero in Italia (pernottamento di più notti) è vietato ma ci sono comunque diverse eccezioni che ci permettono di passare una notte in piena natura.

  • Alcuni comuni consentono il campeggio (o meglio bivacco) libero previa richiesta o notifica dell’ufficio sindacale;
  • Alcuni Enti di parchi naturali permettono il bivacco all’aperto, ad esclusione delle zone protette, sottoposte a restrizioni di accesso;
  • Nei terreni privati, invece, se si ottiene l’autorizzazione del proprietario, la sistemazione di tende e o mezzi per pernottare è lecita per tutto il tempo che si desidera;
  • In montagna il bivacco è consentito al di sopra una certa altitudine (che varia da regione a regione) e lontano dai rifugi.
  • Infine, anche se molto raramente, alcuni comuni predispongono spazi appositi liberi e gratuiti per chi vuole praticare il campeggio libero con tende, van, roulotte o camper.

Insomma, non è semplice riuscire ad orientarsi con tutte queste variabili – e spesso vige la più assoluta confusione tra escursionisti, bikepackers, campeggiatori e camperisti.

Consiglio: se non vuoi correre alcun rischio, ti conviene contattare l’ufficio turistico o il comune della tua destinazione e chiedere informazioni sulle norme vigenti.

Paesaggio italiano
In Italia, il campeggio libero è vietato nella maggior parte della penisola senza previa autorizzazione. Dal punto di vista giuridico, invece, il bivacco può essere interpretato in modo leggermente diverso, purché avvenga solo dal tramonto all’alba. | Foto: Daniel Genser/Unsplash

Se le autorità locali non hanno emanato alcun regolamento esplicito, si può presumere che sia fondamentalmente legale praticare campeggio libero. Come abbiamo già detto, questo principio vale in ogni caso per il bivacco notturno dal tramonto all’alba (con o senza tenda) – ricordati solo di rispettare gli orari: monta la tenda dopo il tramonto e di smontarla prima dell’alba.

Ricorda: da un punto di vista legale, il bivacco notturno dal tramonto all’alba (con o senza tenda) è quasi sempre consentito

Oltre al campeggio stesso, ci possono essere però altre regolamentazioni da prendere in considerazione: come ad esempio la distanza minima dall’acqua, le norme ambientali, i permessi di guida in alcune zone a traffico limitato (come ad esempio la zona di Portofino in Liguria), la durata massima del soggiorno o delle “tariffe” d’ingresso per sostenere la manutenzione dei parchi naturali (è ad esempio questo il caso in estate delle 5 terre).

Il campeggio libero in auto, in roulotte o in camper

Molte regioni hanno designato aree di parcheggio per roulotte e camper dove è consentito il campeggio libero o la sosta prolungata – si tratta di aree al di fuori dei campeggi a pagamento e spesso sono gratuite e a libero accesso. Di solito si trovano nei dintorni dei parchi nazionali e regionali oppure vicino ad agriturismi, alberghi e campeggi. Qui si può pernottare, ma non è permesso mettere portici, tavoli, sedie o simili accanto al camper.

Queste aree si dividono tra:

  • Punto/Area di sosta : nominate spesso nel campo delle autostrade, in queste zone è possibile fermarsi e pernottare, ma non c’è alcun tipo di servizi.
  • Camper Service: in questa zona di servizio c’è acqua potabile, uno scarico fognario ed elettricità, ma non è permesso restare per più di 1 notte.
  • Area attrezzata : qui è possibile pernottare e ci sono diversi servizi a disposizione (come doccia/WC, elettricità, ecc.) – ma attenzione, spesso è a pagamento.
  • Area integrata : si tratta di aree di sosta vicino ad hotel, alberghi, trattorie e così via – l’idea è la promozione di pasti o l’uso di servizi e prestazioni delle strutture pur pernottando nel proprio camper.
Un minivan con tenda sul tetto
In Italia non si può sostare ovunque con un van o un camper. Tuttavia, in molte parti del paese sono state designate piccole aree di sosta dove è possibile pernottare legalmente e gratuitamente almeno per una notte. | Foto: Tobias Weinhold/Unsplash

Per maggiori informazioni Camperonline offre una panoramica delle varie aree di sosta in Italia. E’ consentito il pernottamento nelle aree di sosta e nei parcheggi dell’autostrada, ma non il campeggio (max. 24 ore di permanenza).

  • Buono a sapersi: le agenzie turistiche territoriali possono aiutarti a trovare informazioni sulle norme precise della polizia locale per evitare le temute multe.

Le normative per ogni regione

Abruzzo

In Abruzzo il campeggio è consentito solo in apposite aree di sosta (“area di sosta” o “area comunale di sosta campeggistica”) per un soggiorno massimo di 5 giorni in compresenza di un massimo di 25 unità.
Inoltre, se i “requisiti minimi per l’igiene, la sicurezza e la protezione dell’ambiente” non sono soddisfatti in tali aree, ad esempio se non ci sono WC, possono campeggiare solo veicoli con “servizi igienici indipendenti” (ad esempio un camper con un proprio WC).

L’autorità responsabile è il Comune: questo definisce le aree di parcheggio e, se necessario, può richiedere il pagamento di una tassa di soggiorno o il pagamento della sosta(Legge Regionale n. 16 del 2003, art. 9).

Basilicata, Marche & Lazio

In Basilicata, è possibile praticare il campeggio libero previo ottenimento dell’autorizzazione scritta dell’autorità locale: si deve quindi contattare il comune di riferimento e indicare periodo, numero di partecipanti, zona, tipologia di allestimento e la cartografia della zona in cui si ha intenzione di pernottare.

La stessa regola vale anche nelle Marche, dove è possibile campeggiare per non più di 24 ore se si è ottenuta l’autorizzazione del Comune (norma n° 9 dell’11.07.2006).

La regione Lazio lascia invece alle autorità locali la facoltà di decidere se autorizzare o meno il campeggio libero in determinate zone per un periodo di tempo non superiore a 15 giorni. Secondo la legge regionale 3 maggio 1985, n. 59, art. 5: “il sindaco, accertata l’esistenza dei requisiti minimi di carattere igienico – sanitario di sicurezza e di tutela dell’ambiente, può autorizzare al singolo utente il campeggio libero ed isolato su zone determinate e per periodi limitati comunque non superiore ai quindici giorni”.

Calabria & Campania

In Calabria, il campeggio organizzato è gestito da associazioni senza scopo di lucro (Legge Regionale n. 28 del 1986 all’Art. 15), mentre nulla di specifico viene invece detto sul campeggio e il bivacco libero. In questo caso è consigliabile ottenere l’autorizzazione dalle autorità locali rivolgendosi agli uffici comunali.

Lo stesso discorso vale anche per la regione Campania, dove non esiste una normativa generalmente valida, ma solo un regolamento comunale individuale sulle strutture ricettive all’aperto. Per non commettere infrazioni durante un bivacco, meglio chidere l’autorizzazione al comune della destinazione scelta.

Friuli-Venezia-Giulia

Nella Regione Friuli Venezia Giulia, ogni Parco Nazionale ed area protetta ha un proprio regolamento. Tuttavia, secondo la Legge Regionale n. 40 del 1984 all’art. 12 il campeggio libero è sempre severamente vietato.

Lago di Garda

Il Lago di Garda è un caso particolare perché confina con tre regioni : Trentino-Alto Adige, Lombardia e Veneto. A seconda del luogo in cui ci si trova, si applicano divieti più o meno severi.
La scelta più sicura è pernottare in un campeggio a pagamento.

Lago di garda
Sul Lago di Garda, per essere sicuri, è meglio pernottare in un campeggio . | Foto: Klaus Huber/Unsplash

Lombardia, Liguria & Toscana

Per quanto riguarda queste regioni, i legislatori non hanno sancito nulla sul campeggio libero, né nel senso di autorizzare né in senso di divieto. Le Leggi regionali affermano che i bivacchi sono consentiti nelle aree apposite (che abbiamo citato prima).

  • Per la Liguria, la Legge regionale n. 2 del 07.02.2008 disciplina i bivacchi nelle Alpi liguri  – sono da effettuarsi nei luoghi appositamente designati.
  • Per la Lombardia, la Legge Regionale n. 15 del 2007 conferma che spetta ai singoli comuni la decisione sul campeggio libero.

In caso di incertezza è sempre meglio contattare gli enti comunali locali per evitare situazioni spiacevoli.

Molise

Per quanto riguarda il Molise la situazione sembra meno severa: legge regionale n. 5 del 2001 all’art. 12 permette “il campeggio libero in aree pubbliche o private, dove siano assicurati i servizi generali indispensabili per garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la salvaguardia della salute e dell’ambiente, campeggi della durata massima di 60 giorni“.
Anche in questo caso bisogna però rivolgersi preventivamente all’autorità competente (il comune) e richiedere l’autorizzazione scritta.

Inoltre, l’art. 11 della legge regionale n. 5 del 2001 sembra permettere degli insediamenti occasionali di tende o di altri mezzi di soggiorno mobile per la durata di giorni 10“. Per non rischiare di rovinarsi la vacanza, consigliamo comunque di rivolgersi al comune per ulteriori chiarimenti.

Piemonte

La Regione Piemonte, nel suo Decreto sul campeggio libero (Legge Regionale n. 54 del 1979, art. 16), stabilisce che le disposizioni di restrizione sul campeggio libero non si applicano alle tende o ai mezzi mobili di campeggio che soggiornano in un luogo per meno di 48 ore. In poche parole: è permesso campeggiare per un massimo di 48 ore se lontani da campeggi attrezzati.

Tuttavia, è necessario ottenere l’autorizzazione preventiva delle autorità locali (24 ore prima): ricordati quindi d’inviare una comunicazione al Sindaco del Comune interessato 24 ore prima della sosta, specificando il periodo, il numero di partecipanti, il tipo di allestimento (ad esempio, tende) e la zona dove intendi bivaccare.

Puglia

In Puglia, nei parchi regionali e nelle riserve naturali, il campeggio è consentito solo per motivi di studio e in campeggi naturali appositamente attrezzati dai comuni. Per tutti gli altri casi, le autorità locali devono dare la loro autorizzazione. Per quanto riguarda roulotte, camper e simili il campeggio è autorizzato solo in apposite aree demaniali (“area di sosta” o “area comunale di sosta campeggistica”) per una permanenza massima di 5 giorni e con le stesse norme igieniche vigenti in Abruzzo (Legge Regionale n. 11 del 1999, artt. 20-23).

Sicilia & Sardegna

In Sicilia sono presenti aree di sosta istituite dai comuni dove è consentito il campeggio libero fino a 24 ore (legge regionale n. 14 del 1982).

In Sardegna vige il divieto di occupazione del suolo (Ordinanza Regionale del 13.06.2014, art. 3 lettera D) e quindi il campeggio libero è severamente vietato. L’unico modo per campeggiare in tenda, camper o roulotte è usufruire delle strutture per campeggi autorizzati o delle aree designate a tale scopo.

Spiaggia sarda
Sembra allettante ma è severamente vietato: in Sardegna il campeggio libero nelle spiaggie è tabù! | Foto: Massimo Virgilio/Unsplash

Trentino – Alto Adige

In Trentino e in Alto Adige è severamente vietato il campeggio libero (sia in tenda che in camper), specialmente se si è vicino ad agriturismi, alberghi e strutture turistiche. Il campeggio libero è ammesso solo in due casi:

  • se il bivacco non supera le 24 ore (solo in zone dove non esistono espliciti divieti da parte delle competenti autorità),
  • nel caso di ospitalità occasionale e gratuita concessa dal proprietario o dal possessore del terreno in stretta vicinanza alla sua casa.

In generale il Club Alpino dell’Alto Adige afferma: “Nei parchi naturali e nei parchi nazionali, il bivacco è severamente vietato. Negli altri settori spetta alle singole comunità decidere se è consentito o meno“.

La lago di Carezza
In alcune regioni alpine il campeggio libero è severamente vietato – come nel caso del lago di Carezza. Ti preghiamo quindi di attenerti a questa regola e di cercare il campeggio più vicino. | Foto: Tiard Schulz/Unsplash

Umbria

In Umbria, il campeggio libero è consentito nei parchi naturali – ma bisogna fare attenzione perché le regole cambiano da parco a parco: ciascun Ente detiene un proprio regolamento che prevede la compilazione di specifici moduli al fine di ottenere un’autorizzazione ufficiale.

Per quanto riguarda le aree attrezzate di sosta temporanea (gestite dai Comuni), l’articolo 37 della legge regionale n. 13 del 2013 stabilisce che i comuni possono autorizzare il soggiorno/ la sosta temporanea (fino a 48 ore) di roulotte, camper e veicoli simili anche se in zona sono già presenti strutture ricettive. La sosta non si deve prolungare oltre le 24 ore (e in più i Comuni che istituiscono direttamente le aree di sosta, possono provvedere alla loro gestione anche mediante apposite convenzioni con terzi soggetti)

Come sempre, il modo migliore per scoprire cosa è permesso e cosa è meglio evitare è contattare l’autorità locale o cercare i punti di sosta contrassegnati.

Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta è concesso bivaccare sopra i 2.500 metri, rispettando la regola della tenda montata solo dal tramonto all’alba. Secondo la Legge Regionale n. 8 del 2002, art. 19, il bivacco è  severamente vietato nell’area protetta del Parco Nazionale del Gran Paradiso e nei pressi dei rifugi o delle strutture alberghiere.

  • Buono a sapersi: il limite dei 2.500 metri di altitudine non è così difficile da raggiungere – questa regione alpina è infatti quasi interamente montuosa e l’altitudine media è di oltre 2100 metri.

Veneto & Emilia Romagna

In Veneto (legge regionale n. 40 del 1984, art. 12) e in Emilia Romagna (legge regionale n. 16 del 2014, art. 41) vige il divieto assoluto di campeggio al di fuori delle aree designate. Questo vale per tende, roulotte, camper e altri alloggi mobili se in sosta al di fuori dei campeggi attrezzati.

Fonti

In breve: la situazione del campeggio libero in Italia

RegioneCampeggio liberoTempo consentito
AbruzzoSI: solo in apposite aree di sosta con servizi igienici,
max 25 unità
max 5 giorni
BasilicataSI: con autorizzazione scritta dell'autorità localenon specificato
CalabriaFORSE: nessun regolamento specifico.
Chiedere l'autorizzazione scritta dell'autorità locale
non specificato
CampaniaFORSE: nessun regolamento specifico.
Chiedere l'autorizzazione scritta dell'autorità locale
non specificato
Emilia RomagnaNO: Divieto assoluto di campeggio liberoproibito
Friuli Venezia GiuliaNO: Severamente vietato. Possibili eccezioni nei Parchi Naturali.proibito
LazioFORSE: dipende dal comune, chiedere autorizzazione scrittamax 15 giorni
LiguriaFORSE: nessun regolamento specifico.
SI: bivacchi consentiti nelle aree apposite. Consultare gli enti comunali
1 notte
LombardiaFORSE: nessun regolamento specifico.
SI: bivacchi consentiti nelle aree apposite. Consultare gli enti comunali
1 notte
MarcheSI: con autorizzazione scritta dell'autorità locale max 24 ore
MoliseSI: insediamenti occasionali di tende.
SI: in aree pubbliche con servizi igienici indispensabili
max 10 giorni in tenda.
max 60 giorni nelle aree attrezzate
PiemonteSI: lontani da campeggi organizzati. Chiedere l'autorizzazione scritta dell'autorità locale almeno 24 in anticipo.max 48 ore
PugliaSI: solo per motivi di studi nei campeggi naturali appositi. FORSE: chiedere l'autorizzazione al comune.max 5 giorni
SardegnaNO: severamente vietatoproibito
SiciliaSI: nelle aree di sostamax 24 ore
ToscanaFORSE: nessun regolamento specifico.
SI: bivacchi consentiti nelle aree apposite.
1 notte
Trentino Alto AdigeNO: campeggio libero severamente vietato.
SI: bivacco concesso lontano da altre strutture
max 24 ore
UmbriaSI: nei parchi naturali o nelle zone addebite alle soste temporanee. Chiedere autorizzazione scritta dell'ente ufficiale.24-48 ore
Valle d'AostaSI: ma sopra ai 2.500 m di altitudine, mai nelle aree protette come il parco del Gran Paradisonon specificato
VenetoNO: divieto assoluto di campeggio liberoproibito

E tu, hai già girato l’Italia in tenda o in camper? Che esperienze hai avuto? Aiutaci a completare questa raccolta di informazione e scrivici i tuoi commenti qui sotto! Ogni consiglio è prezioso per noi!

Se devi rifornirti di qualcosa, non ti preoccupare, Bergzeit è qui per te:

Se hai raccolto tutte le informazioni necessarie e non stai più nella pelle per partire, controlla la tua attrezzatura e poi mettiti in viaggio. Per avere un aiuto a ricapitolare tutto dai un’occhiata a questi articoli:

0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Unsere Top Outdoor Kategorien


Bergzeit Magazine - Il tuo blog per gli sport di montagna e la vita all‘aperto

Benvenuti nel blog di Bergzeit! Qui troverai test dei prodotti, consigli per le tue escursioni, istruzioni per la cura dei tuoi prodotti e suggerimenti per l‘allenamento. Dalla A di Alpspitze alla Z di Zoncolan. La redazione del magazine di Bergzeit, insieme a molti autori esterni ed esperti di alpinismo, scrive articoli su tutti i temi più importanti della montagna e della vita outdoor.