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Tutti i consigli per una notte sotto le stelle.

Guida al bivacco in Italia

6 minuti di lettura
Dormire sotto il cielo stellato, il sogno di molti appassionati di outdoor. Con poche attenzioni una notte sotto il cielo stellato è una delle cose più belle che potete immaginare se amate la natura. Qui vi diamo alcuni consigli su come bivaccare all’aperto.

Un bivacco in montagna sotto il cielo stellato, quale appassionato di montagna non l’ha sognato almeno una volta? Per evitare brutte sorprese ci sono però alcune regole da seguire, le trovate qui di seguito.

Info Estate 2020:

I bivacchi fissi, a causa dell’emergenza Coronavirus, sono stati chiusi e in alcuni casi sono del tutto inaccessibili (un esempio è il bivacco Ferrario in Grignetta), quest’estate diventa quindi ancora più importante informarsi prima di partire e considerare la possibilità di acquistare una tenda o un sacco di bivacco.

Coppie che bivacca in montagna.
Prima di un bivacco, ci sono alcune domande di base a cui rispondere. | Foto: Mountain Equipment

Quando bivaccare

Potete bivaccare in ogni periodo dell’anno, dai mesi più gelidi, alle sere di mezza estate fino ad un bivacco lungo una via di alpinismo, con la giusta attrezzatura niente vi può fermare.

Cosa serve per bivaccare?

Per prima cosa è importante capire la differenza tra una notte in un bivacco fisso (o nei locali invernali dei rifugi di alta montagna) e un bivacco in tenda. In un bivacco fisso avrete bisogno, come minimo, solo di un buon sacco a pelo o in alcuni casi anche solo di un sacco lenzuolo. Se invece volete passare una notte in tenda dovrete avere un po’ di attrezzatura in più.

Soprattutto per quanto riguarda i sacchi a pelo è importante scegliere con cura il modello che fa per voi. Il sacco a pelo di vostro nonno può essere perfetto per una notte sotto le stelle in estate vicino al lago, ma se andate in montagna avrete bisogno di qualcosa di meglio. Per i bivacchi estivi una temperatura di comfort di -5 gradi è un buon valore da tenere presente, mentre per i bivacchi invernali si parla di almeno -15.

Il secondo accessorio di cui avrete bisogno è un buon materassino isolante. Anche qui si possono trovare vecchi modelli ancora validi per una notte sotto le stelle in condizioni non particolarmente difficili, anche se, specialmente in tempi recenti ci sono stati numerosi miglioramenti e cambiamenti. I tappetini auto-gonfianti moderni hanno un ottimo rapporto tra peso e prestazioni, una volta sgonfiati occupano poco spazio e aumentano notevolmente il comfort di una notte all’aperto.

L’ultimo accessorio di cui avrete bisogno è il sacco di bivacco, che vi permette di essere protetti dalla pioggia.

Qui trovate una “lista della spesa” di quello che potrebbe servirvi per un bivacco outdoor:

Tramonto infuocato in montagna
E il tempo? Se avete intenzione di bivaccare sotto le stelle, dovreste informarvi con sufficiente anticipo. | Foto: Arnold Zimprich

Dove passare una notte in tenda?

Per scegliere il posto giusto dove passare una notte in tenda ci sono alcune cose da tenere presente:

  • Com’è il meteo?
  • Ci sono pericoli nelle vicinanze? Bivaccare vicino a corsi d’acqua o su cenge e creste può risultare pericoloso. Nel primo caso si può rischiare di essere travolti da improvvise piene, mentre negli altri casi sia i temporali che la caduta di rocce può risultare pericolosa.
  • Il terreno su cui vogliamo dormire dovrà essere il più piatto possibile per assicurare una buona notte di riposo. Spostate rami e rocce che potrebbero darvi fastidio durante la notte, ma non dimenticate di controllare prima le regole per la zona in cui volete campeggiare, non sempre è consentito!
  • Tenete presente dove potete ripararvi in caso di problemi sia verso valle che a monte. E’ importante sapere dove ripararsi nel caso le cose si mettano male e conoscere la posizione del più vicino rifugio oltre che avere un piano per le calate se vi trovate su una salita di alpinismo.

Leggi e regole

A seconda della regione le regole per il bivacco possono essere molto differenti. In particolare la differenza tra un bivacco di emergenza e un bivacco “premeditato” è spesso difficile da interpretare e può portare ad alcuni problemi.

Per approfondire questo argomento vi consigliamo di leggere il nostro articolo sul campeggio in Europa.

Il diritto di bivaccare

Il cosiddetto "Boofen" nella Svizzera sassone.
Nella cosiddetta “Boofen” nella Svizzera sassone, il bivacco è tollerato. | Foto: Pixabay

In Scandinavia il bivacco è un diritto (Diritto di pubblico accesso, in finlandese Jedermannsrecht) e permette a tutti di dormire nella natura rispettando alcune regole di buon senso. La regola cardine è quella di lasciare il posto dove dormite come l’avete trovato. Questo include nascondere i vostri “bisogni” e non lasciare alcun tipo di rifiuto che non si decomponga nel giro di pochissimo tempo. Inoltre è vietato distruggere piante o lasciare la zona dove avete bivaccato in uno stato non-naturale.

Se passare una notte all’aperto è relativamente facile in Scandinavia la cosa cambia di molto nell’Europa centrale. Non c’è da stupirsi in merito a questo, la Svezia ha una densità di popolazione di 23 persone per km quadro, mentre la Germania esattamente dieci volte tanto (231). Questo vale anche nella natura, e mentre al nord potete tranquillamente trovarvi da soli in mezzo alla natura, nelle Alpi gli escursionisti sono spesso ammassati sui sentieri più popolari.

Da qui la norma generale che, se il campeggio non è esplicitamente consentito si intende come vietato.

Bivaccare in Italia

Le norme in Italia non sono molto chiare ma possiamo darvi due indicazioni di massima.

Il bivacco è assolutamente vietato nelle riserve naturali, e in generale non esistono luoghi dove potete “campeggiare” per più di una notte senza attirare l’attenzione delle guardie forestali (si escludono ovviamente le pareti delle vie di arrampicata dove difficilmente troverete qualcuno a interrompere la vostra salita con paletta e fischietto). A seconda della regione (e della nazione) in cui vi trovate è importante capire quanto può essere tollerato il bivacco per una notte e soprattutto se è ammesso un bivacco preparato o solo un bivacco di emergenza.

Difficilmente potrete convincere una guardia forestale che il vostro bivacco è stata un’emergenza se vi fate trovare con una tenda, fornelletto, cibo e qualche birra.

Come detto in precedenza un vero bivacco in alta montagna è spesso invece tollerato (anche per la difficoltà di impedirlo o di contestare una eventuale infrazione). Una norma di buon senso è quella che viene applicata nei Pirenei dove si può bivaccare liberamente se si è ad almeno un’ora dal più vicino rifugio o dalle strade principali.

Per saperne di più sulle leggi regionali riguardanti il campeggio libero in Italia: Campeggio libero in Italia: si può fare?

Conclusioni, il buon senso è l’arma migliore

In un panorama dove le regole e le leggi sono tutto fuorchè chiare è importante usare il buon senso. Il bivacco è in generale tollerato, ma questo implica anche che se vi viene contestata un’infrazione difficilmente potete fare qualcosa per evitare una multa. Al di la degli aspetti legali è importante comunque fare attenzione sia alla propria sicurezza scegliendo con cura dove dormire e l’attrezzatura, sia al rispetto per la natura, evitando di lasciare qualsiasi tipo di rifiuto.

Scopri altri articoli sul tema campeggio e bivacchi:

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Matteo
Matteo
3 anni fa

In sostanza avete detto con stile che “le leggi Italiane sono stupide”!
Sono al 100% d’accordo con voi!


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