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Un capo pratico sempre più green

Il Pile e tutto quello che devi sapere su questo tessuto

10 minuti di lettura
Dagli anni ’80 ispira gli atleti di montagna e dell'outdoor. È funzionale, morbido, caldo e leggero. Ma da dove viene questo tessuto? E quali sono le differenze nell'abbigliamento in pile? Scoprite con noi cosa è importante tener presente nella scelta del vostro capo.

Chi ha inventato il pile?

Un classico la giacca in Pile

Houdini

Un classico la giacca in Pile


L’inventore del pile è l’azienda Polartec (all’epoca Malden Mills).

Nei primi anni ’80 Malinda Chouinard, moglie del fondatore di Patagonia (Ivan Chouinard), ricercando un materiale leggero, traspirante e riscaldante, scopre i primi tessuti in polar fleece. Trovando questo tessuto particolarmente funzionale per gli sport outdoor instaura una collaborazione con Patagonia  e getta cosí le basi per la popolarità del pile di oggi.

Cos’è e come si ottiene il pile?

Il Polar-fleece o meglio conosciuto in Italia come pile (o pail) è una fibra sintetica a base di poliestere (PES). Nel mondo viene più comunemente denominato “fleece” oppure “tissu polaire” in Francia o ancora “tela polar” in Spagna.

Si tratta di un tessuto a maglia morbida ottenuto da materiali quali il PET (polietilene tereftalato) derivato principalmente dalle bottiglie di plastica riciclate.

La trasformazione dal PET al pile

Il PET viene frammentato in piccole scaglie, chiamate “flake”, delle dimensioni di un coriandolo. Queste vengono poi trasformate in batuffoli, simili a quelli del cotone, sottoposte a cardatura e raccolte in matasse di filato col quale verrà poi tessuto il pile.

Attraverso una particolare lavorazione a maglia, gettata o rasata, la matassa di filato viene trasformata in un tessuto voluminoso e soffice, sul quale viene infine eseguita una spazzolatura finale (in inglese fleece) che gli conferisce l’aspetto soffice e a pelo raso. 

Possibili aggiunte …

A seconda delle caratteristiche tecniche che si vogliono conferire al tessuto in pile, nella sua composizione, oltre al poliestere, è possibile aggiungere altre fibre, come poliammide, acrilico ed elastan. Ma non solo: esistono anche tessuti in pile di lana, cotone o varie miscele di fibre con sostanziali differenze anche in termini di struttura.

In generale l’abbigliamento in pile nel settore dell’outdoor e degli sport di montagna è per lo più costituito da fibre sintetiche o da altre miscele di materiali che garantiscono la funzionalità del tessuto.

Il Pile ha molti vantaggi:  è leggero e non irrita se a diretto contatto con la pelle, è facilmente lavabile in lavatrice, non si restringe, si asciuga molto rapidamente!

Bergzeit

Il Pile ha molti vantaggi: è leggero e non irrita se a diretto contatto con la pelle, è facilmente lavabile in lavatrice, non si restringe, si asciuga molto rapidamente!


Quali sono le proprietà del pile?

Per le sue caratteristiche tecniche il pile può essere paragonato alla lana: è morbido, mantiene al caldo e si presenta come un mid-layer ideale per la montagna.
Tuttavia, rispetto alla lana, presenta anche molti vantaggi: è leggero e non irrita se a diretto contatto con la pelle, è facilmente lavabile in lavatrice, non si restringe, si asciuga molto rapidamente ed è più economico.

Se poi consideriamo pile di alta qualità allora entrano in gioco altre caratteristiche: può allontanare il sudore dal corpo e distribuirlo all’esterno favorendone l’asciugatura; oppure, a seconda del mix di materiali, può essere idrorepellente (ma non impermeabile), più o meno resistente e più o meno durevole nel tempo.

Per quanto riguarda gli aspetti negativi, il pile, come la lana, ha lo svantaggio di potersi caricare elettrostaticamente.

In termini di comfort, il pile fa discutere: alcune persone provano una sensazione di plastica sulla pelle, altre invece apprezzano i vantaggi delle fibre sintetiche. Il verdetto è quindi personale e diverso per ciascuno.

Quando indossare l’abbigliamento in pile?

Il pile è utilizzato sia nell’abbigliamento sportivo o da montagna, che nei pigiami, nelle magliette ed in altri accessori, dai berretti ai guanti fino alle pantofole.

Le sue proprietà funzionali lo rendono ideale come strato leggero e riscaldante per gli sport d’azionesci alpinismo, arrampicata, ciclismo o corsa. Ma è anche molto amato per l’uso quotidiano – sicuramente avrete almeno un capo in pile nel vostro armadio!

Nell’abbigliamento e nell’attrezzatura outdoor, lo troviamo per esempio nelle giacche, nei gilet o negli inserti dei sacchi a pelo e nelle coperte.

Il Pile è ideale per tutto: sia come intimo tecnico che come mid-layer, sia per lo sport che per il tempo libero in montagna!

Patagonia

Il Pile è ideale per tutto: sia come intimo tecnico che come mid-layer, sia per lo sport che per il tempo libero in montagna!


I tessuti pile molto leggeri sono anche utilizzate nell’intimo funzionale, caldo e traspirante. Mentre la maggior parte degli indumenti in pile sono intesi come un secondo strato di abbigliamento (mid-layer) e destinati principalmente ad isolare dal freddo.

In condizioni asciutte, senza vento e nelle mezze stagioni, le giacche e i gilet in pile sono spesso usate come ultimo strato, in quanto scaldano offrendo riparo e confort.

Soprattutto negli sport dove si suda molto, grazie all’eccellente trasporto dell’umidità, l’abbigliamento in pile fornisce calore senza surriscaldare immediatamente chi lo indossa.

Quali tipi di pile esistono?

Il pile si declina oggi in tantissime varianti che a seconda dello spessore possono essere lavorate in tantissime trame diverse

Patagonia

Il pile si declina oggi in tantissime varianti che a seconda dello spessore possono essere lavorate in tantissime trame diverse


Il pile si declina oggi in moltissime varianti: per esempio, c’è il micropile molto leggero e fine, il pile a pelo alto ma leggero detto “orsetto”, il pile wellness particolarmente morbido, il pile di cotone, il pile di lana e il misto lana-poliestere. Esistono anche mix di fibre, come il pile stretch che contiene elastan, che rendono i tessuti particolarmente elastici e permettono libertà di movimento.

Alcuni tessuti in pile, come il knit pile, sono lisci all’esterno e ruvidi solo all’interno. Altri invece, come il waffle pile, presentano al loro interno una struttura a cialda e sono ottimizzati per una rapida gestione dell’umidità.

Inoltre grazie alla sua alta versatilità, il pile può essere lavorato in tantissimi modi per ottenere effetti speciali, a volte davvero glamour.

Ad esempio, il pile jacquard è realizzabile con qualsiasi disegno e viene impiegato soprattutto nell’haute couture: l’aspetto tweed (ovvero l’effetto spina di pesce), le cordonature più o meno sottil, il look “lana tricot” o “lana vissuta”, si aggiungono cosi alle trame già note a nido d’ape, costine e alla trama che ricorda il piqué di cotone, o le varie spalmature.

Fra le più recenti novità in termini di sviluppo tecnico, c’è il Polartec Thermal Pro Biomimicry che imita (nel vero senso della parola) la pelliccia degli animali. Il doppio manto, un vero punto di forza, consente di avere un sottomano fitto, morbido, vellutato. Per ogni singolo pelo di copertura ci sono 5-10 peli esili e piumati, che formano una sorta di strato aderente alla pelle. Il vantaggio principale (lo stesso di cui godono i gatti o gli orsi) è la perfetta protezione dal freddo e dalle intemperie abbinata ad un tessuto leggerissimo ed eccezionalmente traspirante.

L’evoluzione del pile

Il basso costo e le caratteristiche funzionali del pile l’hanno reso un vero successo commerciale.
In breve tempo si sono quindi iniziate a produrre fibre con caratteristiche tecniche sempre più sofisticate.

L’originale Polarteca viene prodotto in tre spessori diversi:

  • Polartec 100, per indumenti molto leggeri come un pile estivo, pensato per i mid-layer e l’intimo tecnico;
  • Polartec 200, la fibra standard usata per la maggior parte dei capi;
  • Polartec 300, la più adatta per capi tecnici adatti alle temperature più basse.

Altri pile degni di nota sono:

  • Il pile brevettato dall’azienda Patagonia, chiamato Synchilla, prodotto per l’80% con il riciclaggio di bottiglie di plastica e per il 20% di poliestere vergine,
  • e il pile Regulator, nato dalla collaborazione di più aziende, caratterizzato da una fibra con caratteristiche termiche eccezionali che imita perfettamente il pelo degli animali.

Che differenza fa un alto livello di fibra?

High pile è il termine usato per descrivere i tessuti in pile con fibre lunghe, cioè con una struttura felpata. Questi tessuti immagazzinano il calore particolarmente bene, trattenendo più aria isolante negli spazi tra le fibre. Allo stesso tempo, il materiale è molto leggero e si comprime bene.

Super.Natural

Trasporto dell’umidità e traspirabilità: come lavora il pile?

Il pile è considerato un materiale molto traspirante, anche se questa caratteristica può essere influenzata dalla qualità del materiale.

  • I tessuti in pile particolarmente fitti o ad alta densità hanno un punteggio inferiore in termini di traspirabilità rispetto alle qualità più leggere.
  • I tessuti in pile con un interno ruvido, d’altra parte, trasportano l’umidità più rapidamente, in quanto allontanano l’umidità dal corpo come una carta assorbente.

Esiste il pile impermeabile?

No. I tessuti in pile sono più o meno idrorepellenti a seconda della loro struttura e superficie. Solo i materiali esterni con un rivestimento o una membrana appropriata sono veramente impermeabili.

Alcuni tessuti in pile si avvicinano ai materiali softshell e offrono proprietà idrorepellenti e altamente resistenti al vento.

Quali sono i vantaggi dei tessuti in pile di lana e poliestere?

La lana è sempre più utilizzata come componente della fibra nell’abbigliamento in pile.

Ortovox è uno dei pionieri in questo campo e utilizza la fibra naturale della lana soprattutto all’interno dei propri capi. Nelle giacche e nelle felpe con cappuccio, la fibra di lana fornisce una piacevole sensazione sulla pelle e ha un effetto di regolazione del clima.

Questo significa che non ci si surriscalda così rapidamente e la lana assorbe l’umidità evitando sensazioni di bagnato. L’esterno in poliestere è resistente agli sfregamenti, ad asciugatura rapida e compatibile con lo zaino.

Come si riconosce un pile di alta qualità?

Con il tempo il pile può sviluppare delle palline di tessuto sulla superficie: si tratta del fenomeno chiamato pilling

Bergzeit

Con il tempo il pile può sviluppare delle palline di tessuto sulla superficie: si tratta del fenomeno chiamato pilling


Uno dei parametri di valutazione della qualità del pile è il pilling, ovvero dalla tendenza di comparsa di pelucchi sul tessuto.

Le piccole palline sulla superficie del tessuto non solo sono antiestetiche, ma riducono anche la durata e le proprietà isolanti del tessuto. Per questo, il pilling è considerato un motivo di reclamo nei tessuti in pile del marchio Polartec. Di regola, i primi segni di pilling appaiono durante il lavaggio. Se si notano piccoli pallini nel negozio, è meglio lasciare il capo appeso.

Potete riconoscere un pile di alta qualità dalle etichette dei produttori di marca Polartec o Pontetorto. Aziende scandinave come Haglöfs e Peak Performance lavorano ottimi tessuti in pile. Arcteryx, Patagonia e Outdoor Research sono anche noti per l’abbigliamento in pile di alta qualità. Tra le aziende europee, Vaude e Mammut sono sicuramente da menzionare. Entrambe sono attente all’aspetto ambientale in quanto impiegano principalmente di poliestere riciclato.

Cos’è il pile anti-pilling?

I tessuti in pile che sono specificamente fabbricati per minimizzare il pilling sono spesso etichettati come pile anti-pilling.

Tuttavia, la denominazione non assicura che non apparirà mai il pilling ma suggerisce che non ci sarà un brusco cambiamento dopo il primo lavaggio.

Come si lava correttamente l’abbigliamento in pile?

La manutenzione del pile è semplicissima: lavaggio in lavatrice (a 30°C o 40°C) e asciugatura rapida senza stiratura (easy-care). Tuttavia siccome la famiglia dei tessuti di pile si è arricchita di infinite varianti (dalla versione “peso seta” silkweight a quella loft progettata per attività outdoor in condizioni di freddo intenso) meglio controllare l’etichetta e seguire le istruzioni del prodotture.

  • Suggerimento: se preferite rimuovere le etichette e non avete informazioni sulla manutenzione a portata di mano, potete trovare un aiuto nella nostra guida al lavaggio dei tessuti in pile:

Istruzioni: come lavare correttamente il pile

Come lavare un pile? 30° in lavatrice, niente ammorbidente e programma delicato!

Bergzeit

Come lavare un pile? 30° in lavatrice, niente ammorbidente e programma delicato!


  • Se possibile, leggete le istruzioni sull’etichetta.
  • Svuotate tutte le tasche e chiudete tutte le cerniere.
  • Rivoltate i capi in pile per proteggere la parte esterna.
  • Lavate a 30 gradi in lavatrice impostando un ciclo delicato con un detergente delicato.
  • Importante: NON (!!!) usate ammorbidente o candeggina!
  • Impostate una centrifuga lenta.

Come interpretare le etichette

L’evoluzione tecnologica dei trattamenti ha fatto sì che ci siano capi per ogni esigenza; i diversi trattamenti vengono indicati con particolari sigle sull’etichetta:

  • UPF 15: ottima protezione dai raggi del sole.
  • Fibre X-Statica: protezione permanente dagli odori attraverso l’inibizione dello sviluppo dei batteri.
  • Power Shield: blocca il vento al 98% e la superficie esterna è idrorepellente.
  • Power Stretch: elastico nelle due direzioni, lunghezza e larghezza.
  • Wind Pro: 4 volte più resistente al vento del polar classico.
  • PCR: Post Consumer Recycled, ricavato da poliestere riciclato.

Qual’è il modo migliore per asciugare il pile?

Il pile si asciuga molto rapidamente e non richiede attenzioni particolari: basta semplicemente appendere i capi e lasciarli asciugare all’aria aperta per qualche ora. Se desiderate usare l’asciugatrice, bastano alcuni minuti per rendere di nuovo il tessuto super soffice.

Una delle tante qualità del pile è l'asciugatura rapida, molto comoda in montagna!

Vaude

Una delle tante qualità del pile è l’asciugatura rapida, molto comoda in montagna!


L’effetto sull’ambiente

Per essere riciclato il poliestere (Pet) delle bottiglie deve rispettare gli standard stabiliti dalla CEE. Le bottiglie che non rientrano in questi standard vengono usate per produrre fibre e per fare pile.

Le caratteristiche tecniche della fibra riciclata rimangono le stesse dell’originale, ma si calcola che i risparmi ambientali siano enormi: 13.700 bottiglie da 2 litri possono produrre 150 giacche in pile, mentre 20 bottiglie possono diventare una coperta. I risparmi nell’uso del petrolio e nell’emissione di gas tossici sono quindi considerevoli.

Tuttavia, uno studio piuttosto recente pubblicato dalla rivista “Science”, che ha coinvolto ricercatori ambientali di più continenti, afferma che durante ogni lavaggio in lavatrice dai materiali composti da microfibre come i pile possono staccarsi più di 2000 fibre di poliestere e acrilico che finiscono poi nelle spiagge e negli oceani di tutto il mondo. Queste fibre rilasciate nell’ambiente marino, sono un monito per sviluppare tecnologie che tengano sempre più conto dell’impatto ambientale.

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Abbigliamento in pile
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